3 set 2012

Non sono responsabile della tua felicità.

Mannaggia porca, mi sa che ho capito uno (dei tanti) degli inghippi che mi hanno rovinato una vita intera.
Un'illuminazione l'altro giorno mentre ero al telefono con un'amica:
"Scusa" dico io, "ma tu non sei mica responsabile della loro felicità..."
Sono giorni che me lo ripeto e mi convince sempre di più.
Dopo aver capito di non voler più essere ciò che gli altri si aspettano da me, ho trovato un'altra cosa che non voglio più essere: responsabile, affidabile, consapevole dell'altrui felicità ed incaricata di risolvere problematiche varie ed eventuali, sempre non mie (e quindi colpevole in caso di fallimenti conseguenti).
Mi sono rotta. Non sono stata creata per essere votata al martirio.
Sono sempre stata troppo impegnata a risollevare l'animo di chi mi ha vissuto accanto e mi sono dimenticata spesso delle mie esigenze e se sono arrivata a questo punto della mia vita per accorgermene, sono veramente felice.
Meglio tardi (anche se preferisco pensare poi) che mai.
Per esperienza vissuta e per carattere non reggo la sofferenza, l'irrequietezza, la tristezza, la pigrizia e la mancanza di entusiasmo nella vita stessa,  di chi mi trovo di fronte.
Non ce la faccio proprio, allora cerco soluzioni, penso a cosa poter fare, faccio, disfo e mi angoscio. In realtà però, questo mio altruismo, si trasforma presto in una specie di egoismo, data la mia scarsa capacità di "veder star male". Forse a spingermi è proprio questo, addizionato ad una capacità inesauribile di complicarmi la vita.
Tutto ciò non sarebbe un problema, se non mi portasse a non osservare con la stessa attenzione me stessa, i miei bisogni, le mie esigenze e se avessi imparato a forza di calci in culo presi e dati, che sono fatta anche così, ma anche no.
Da quando sono diventata mamma poi, ho proprio sbracato: sono diventata materna con tutti (che è, una sindrome??): e se Carletto mangia coccodrillo omogeneizzato vado in paranoia e rispondo a ritmo di ricette, se Giuseppina ha la tetta ingolfata devo trovare il top dei rimedi, se Filippo ha la morosa di facili costumi divento consigliera, se Marietta ha gli attacchi d'ansia divento psicologa, se Pippo ha un brutto rapporto coi genitori divento filosofa, se Luisella ha un'unghia incarnita non dormo la notte e se Devis ha bisogno di una moglie lo mando a "pescare".
Mi pare evidente che abbiamo un problema, IO ho un problema.
Tra l'altro so che a volte appaio pure saccente e pedante, perciò da oggi: "svacco" completo, voglio trovare di nuovo il mio distacco equilibrato e voglio anche essere snob e cinica (ooohhh come mi piacevo!!!):
  • cercherò di non rispondere più a chi mi cerca e so che lo fa solo perchè sa che sono "una risolvi problemi", mi sono rotta di essere considerata un pungiball magico;
  • non mi accollerò più di ciò che sono in grado di sostenere sia fisicamente che psicologicamente, non sono un mulo anche se mi è sempre piaciuto crederlo;
  • non cercherò più di guardare le pagliuzze negli occhi degli altri per non guardare la trave che è nei miei, anzi farò delle lunghe sessioni di "specchio delle miei brame";
  • non mi riterrò più responsabile delle scelte altrui anche se ho contribuito in qualche modo dicendo quello che penso, non sono disposta a portare pesi che non siano i miei o meglio ne ho già abbastanza dei miei e del mio, di peso;
  • non sarò più disponibile H24, devo pure dormire anche se non sembra;
  • eviterò accuratamente le situazioni in cui si parla di mammitudine o comunque limiterò i miei interventi, le "mamme" in questo momento che siano autosvezzanti o allattanti con tetta o biberon o dormienti o non-dormienti non le sopporto più;
  • non manderò a "pescare" mio marito per più di un paio (massimo) di volte in settimana.
Il prendermi cura di me e il coccolarmi l'ho sempre visto come una cosa superflua, non perchè non mi interessasse sentirmi bene e non perchè non mi sentissi in grado di farlo, ma perchè ho sempre aspettato che lo facesse qualcuno al posto mio, proprio come faccio io con gli altri.
Prima i miei, poi mio fratello, poi mio marito.
Naturalmente non ho ricevuto quello che cercavo, perchè ciò di cui ho avuto e ho bisogno, è solo dentro di  me.

Bon, è deciso, adesso è arrivato il momento di cercarlo, trovarlo e diventare sobriamente, consapevolmente, sanamente e moderatamente la stronza della situazione.
La  felicità è un' emozione che nasce nel cuore, può essere alimentata di sicuro da una carezza o un attenzione in più, ma se non sei felice, se nel tuo cuore non c'è una fiammella e un alito di questo sentimento, chi ti sta intorno può arrampicarsi pure su di un grattacielo a piedi e mani nude, ma non sarai mai felice.
Io i ramponi per arrampicare, li voglio usare solo per me.

Foto presa qui


Buon inizio settimana.
Franci

11 commenti:

  1. questo sentimento l'ho provato l'anno scorso, quando mi sono resa conto che mio figlio stava crescendo e che io stavo ridiventando prima una persona e POI una mamma.
    riprendersi il tempo per curare la propria felicità è una decisione vincente, io non ho mai fatto tante cose che rendessero felice me (e quindi chi mi stava attorno - la felicità è contagiosa) come in questo ultimo anno.
    lo auguro di cuore anche a te!

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    1. Grazie, credo di aver ripreso la strada giusta ♥

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  2. Vabbe', ho capito, e' finita la pacchia.
    Pero' mi piaceva...

    Tua
    Marietta




    (Antipatica come un seme di kiwi tra i denti, sei <3)

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    1. Non capisco come tu possa sentirti coinvolta da ciò che ho scritto... comunque, mettiamo le distanze: STOP alle mie confessioni! ahahahahahahah

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    2. Ma nooo, dai, skypiamo cosi' ti faccio vedere un altro po' di mie sfighe :PPP

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  3. l'ho scritto io questo post? no, no certo fosse mio in mezzo ci sarebbero tante parolacce ma il senso resterebbe.

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    1. ho cercato di limitarmi ma qualcuna è scappata, quando ci vuole ci vuole :)))

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  4. Accidenti, a leggere queste righe mi sono un po' incavolata con me stessa perché hai proprio ragione, ma tanta. A me non capita molto con l'esterno ma per la famiglia e' così, spesso stanno inattivi e aspettano le mie scelte, poi se qualcosa va male ... Per fortuna i sensi di colpa li ho messi a riposo da tempo ma dovrei mettere qualche paletto in più.

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    1. I paletti sono indispensabili, ti passo il martello se vuoi ;)

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  5. Mannaggia porca. Questo è il progetto esecutivo di quel "me ne fotto" di qualche post fa. Sei in ristrutturazione.
    Avanti tutta :)

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    1. Uhhhh, sono in ristrutturazione, ridefinizione e rifinitura: credo proprio di sì :)))

      (che poi a dirla tutta, è una vita che ho aperto i cantieri e mi sa che sarà sempre così ^_^)

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