11 dic 2013

Io mi sarei anche rotta.

Le emozioni devono mantenerci in forma e le emozioni vanno mantenute in forma.
La loro forma può e deve essere sana, né troppo arrotondata né troppo spigolosa. Le emozioni hanno una loro dimensione naturale e che si adatta quasi perfettamente allo spazio che siamo decisi a voler dare loro. Non devono essere debilitanti e bisogna conoscerle e riconoscerle.
Ho emozioni quadrate, triangolari e tonde, fatte a nuvola e gassose, di piombo e di ogni materiale possibile, profumate e dal gusto orripilante.
Credo che nel nostro cervello esistano dei veri e propri recettori deposti alla loro regolamentazione: parte una leggera emozione, loro la captano e si mettono in moto dei meccanismi a catena per pura reazione. Quando si conosce ciò che sta succedendo credo che sia più facile prevedere cosa capiterà dopo.


Nel mio caso per esempio, le emozioni indefinite, quelle che non mi permetto di vedere o che voglio quasi meccanicamente non rilevare, hanno troppo spesso il sapore del cioccolato e del formaggio, che per una volta ci sta anche ma al momento trovo questi loro gusti piuttosto nauseanti.
Cerco da giorni di capire come sono arrivata ad avere la necessità di rimanere tonda, una volta mi dicevo che fosse per riparare i colpi ora invece ho capito che la paura dei colpi non esiste più e dunque potrei lavorare per cambiare prospettiva.

Ho sempre detto di essere in cerca di un equilibrio, come tutti penso, e ho sempre fatto riferimento alle emozioni, alla mia mente ed ai miei pensieri. Il lavoro non è mai finito, lo continuerò per tutta la mia vita, ormai ne sono più che cosciente e sono molto fiera di tutto ciò che ho realizzato.
Ora mi piacerebbe mettere pace tra il mio essere altamente spigolosa e dai tratti essenziali dei miei pensieri e la mia fisicità ovale ed ingombrante. Ovale tondeggiante, quadrata ovaleggiante, a volte troppo variopinta, a tratti sgualcita tanto da essere irriconoscibile.
Facciamo così: senza una forma ed un colore definito e nelle cose mal definite non mi ci ritrovo, brrrrrrrr.

Grasso per me non è bello. E non mi interessa più porre l'accento su come la mia adipe si sia attaccata alle ossa, ho avuto modo di pensare e ragionare anni sui disturbi alimentari e le abitudini errate; anni, settimane e ore che sono tempo che io ad oggi, non voglio sprecare più per arrivare alle solite risposte. Le conosco a memoria come conosco ogni mia ferita che ho voluto nascondere. Le cicatrici le voglio accarezzare e non sento più il bisogno di far finta che non esistano.
Non voglio condividere e dividere con nessuno i sensi di colpa, le frustrazioni e le responsabilità: tutto è prezioso e solo mio, necessito solo dare ad ogni cosa un valore e non più un peso.
Non ho più tempo di stare dietro alla meccanica che sa di cioccolato, ho bisogno che il mio equilibrio sia completo.

Sono pensieri i miei, che mi va di condividere per un solo motivo: rotolare, farmi trascinare e sopratutto rimanere senza fiato per la fatica, non mi si addice più... magari c'è qualcuno che come me ha smesso di divertirsi di giocare a nascondino, chissà.


                   Io non mi nascondo più, peace!

Franci.

20 commenti:

  1. Anche io non mi diverto più, e lo dico a me stessa, ma non lo dico mai abbastanza.
    Non so dirti, Francy, cosa sia: secondo me io (noi?) ci piacciamo molto anche così (ma è sbagliato), perché ci sono persone che ci vogliono bene, allora dici 'se mi vogliono bene forse non devo cambiare, vado bene anche così', e poi...
    E poi il solito giro di promesse e di sconfitte, di bugie che si autoalimentano, e tutto il resto. Io sono ferma alle prese di coscienza. Una coscienza tonda, anch'essa, ormai, a forza di pensare a un cambiamento che non faccio mai.
    Perché non lo so, o forse sì: perché mi fa fatica. Io sono già quell'altra là, quella non-tonda. Pure tu. Solo che... e bon.

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  2. No Barbara, ti fermo subito: io così mi detesto. Non mi piaccio, te lo ripeto perché ho la testa dura e la tua non è da meno.
    Io non voglio più fare questi ragionamenti, mi sento troppo incoerente. Non ho bisogno di essere amata ma di amarmi davvero senza più remore.
    Amo la mia testa, ogni mio pensiero partorito e non mi merito di rischiare il diabete o un infarto ogni giorno.
    Non c'entra più nessuno e niente deve essere più importante di questa ricerca: la ricerca della MIA forma.
    Alcuni miei pensieri hanno meno forza in questa scatola che è diventato il mio corpo, voglio spazio adeguato per loro, non più per le mie paure.
    A loro serve uno spazio piccolo, sono lineari e molto sottili, si impilano a meraviglia.
    Io non riesco più a vederli faricare.

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    1. Io ho fatto le analisi perché così speravo di spaventarmi, ed è risultato che sono pure anemica. Il resto è perfetto.
      Mi tocca tornare a non-piacermi. :D

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    2. Non credo che sia una questione di analisi, ma di presa di coscienza e voglia di pulizia ed ordine.
      Dici che sei ferma alla presa di coscienza, di cosa però? :D

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  3. Ed è vero che io sono già una non-tonda, la mia parte tonda è del tutto superflua proprio per questo.

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  4. io non mi amo. semplice, crudo, vero. punto. da lì poi ci sono altri millemila motivi, più o meno validi, più o meno influenti, che ho scoperto finora, e tutti concorrono a mantenermi sopra il quintale. non ho ancora deciso cosa farò da grande, ma è da un bel po' che mi sono stancata di stare così. l'evoluzione mia, quella vera, la metamorfosi che mi parte prima dall'anima, è iniziata un paio di anni fa, più o meno, e sta ancora solo all'inizio, ma è lenta e costante e profonda e bella e spaventosa e faticosa. ma c'è, e per ora gioisco di questo. anche con tutte le ricadute, gli scivoloni, gli errori. perchè finalmente sta avvenendo, perchè finalmente sembra che forse, prima o poi, riuscirò almeno a volermi un po' di bene. piano piano. ma sono ancora tonda sia fuori che dentro, mi sa. datemi tempo. arriverò.

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    1. Clà io conosco un po' il tuo percorso e confermo che hai tutto il tempo che vuoi!!! :D
      L'importante credo che rimanga l'onestà verso una scelta di cambiamento, verso quello che siamo e facciamo davvero per questo cambiamento. Altrimenti i trabocchetti sono continui.

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  5. Io mi vedo smilzo, è quello il mio problema. E quando sento il peso non è certo del mio corpo. E la mia non è ricerca di una forma ma preoccupazione per la salute. Che richiederebbe impegno, costante. Se poi solo mia moglie smettesse di dire che sono bello...

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    1. Tua moglie non vede la tua forma ma il contenuto, la stessa cosa che fai tu, (presumo) Doc! :P

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    2. Beh, mia moglie ha un fisico invidiabile... È facile vedere il contenuto ;)

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    3. Io parlavo di te, non di tua moglie: di come vedi te stesso, altrimenti saresti uno smilzo vero! :P

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    4. Dal poco che capisco di psicanalisi credo che la mia si chiami rimozione ;)

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  6. Non so se ho compiuto il percorso al contrario, ma di certo cambiare la forma non mi è bastato ed è partita una rivoluzione dentro, tanto necessaria da non poterla definire neanche voluta. E chi ha scritto questo post lo sa bene.
    In realtà mi sento a metà su tutto, sull'esterno e sull'interno, ma so di essere in cammino. Di certo "io mi sarei anche rotta" e ci sono parecchie cose che non mi bastano più come sono. E allora invece di cambiarle (chi sono io per cambiare cose e persone?), ho provato a cambiare me stessa. Da lì si è innescato un formidabile effetto domino di cambiamenti.
    Devi arrivare al punto in cui ti sei anche rotta, dentro e fuori, e se non assomigli all'immagine che hai di te, cambia la realtà, non l'immagine. Tonda non sono onesta con me stessa, tonda mi mento, mi racconto storie: quindi mi tocca adeguare il dentro al fuori e viceversa. Per onestà.

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    1. Per esperienza so che da qualche parte si deve cominciare e prima o poi arriva il momento in cui ci si deve necessariamente specchiare, sia metaforicamente che realmente.
      Nel preciso momento in cui si riesce a guardare obbiettivamente la realtà, non si può che desiderare il meglio per se stessi. È come se improvvisamente ci si rendesse conto di una armonia monca.
      L'onestà è la spinta giusto per tutto ;D

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  7. Io leggo te, poi leggo Barbara, poi rileggo te e leggo lei.
    E so che è un post del genere "ma tu che ne vuoi sapere". E invece ne so. Ma faccio finta di nulla.
    Però ti abbraccio, come abbraccio sempre le prese di coscienza, quelle profonde. Che delle altre non ce ne facciamo nulla.
    Ah...#runningformommies vi aspetta. TUTTE. No, non corriamo solo, c'è una marea di mamme che non si piaceva più.
    Baci ROTONDI.

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    1. Nuoooooo!!! i baci ROTONDI nooo!!! Se sono tondi non li voglio! ahahahhaha
      Battute idiote a parte... Questo non è un post per obese, non è per grasse o magre e non mi permetterei mai di dire a nessuno "ma tu che ne vuoi sapere". Anzi, ti dirò di più, credo che ogni persona debba aspirare a ciò che la rende serenamente in pace con se stessa, pure se filiforme, bassa, alta o grassa, l'importante per me sta nella sua salute mentale, che crea tutti i presupposti per sentirsi davvero bene.

      Non credo poi nello stereotipo "magro è il sano che non capisce il grasso", conosco donne magre con alle spalle problemi assurdi ed una salute mentale minata da mille comportamenti dissociati e psichiatrici. Oppure donne magre che riescono ad entrare in sintonia col grasso altrui, che lo apprezzano pure. Insomma il mondo è troppo vario!
      Il cambiamento per realizzarsi, deve avvenire, per come la vedo io e per concludere, nella testa: anche in quella della magra che vuole cambiare un qualcosa che non le piace, dunque vedo più o meno tutti sullo stesso piano :D

      Conosco l'iniziativa #runningformummies, sono felice che ci siano testimonianze di percorsi positivi, lo sport insieme al confronto di gruppo può essere fondamentale per alcuni.
      Per questa volta passo però, perché questo mio cambiamento è talmente profondo, mi libera di così tanta sofferenza (della quale sono gelosissima), che voglio godermelo in meritata solitudine.
      Sono diffidente per natura ai gruppi quando si parla di aspetti personali così importanti, al centro di nutrizione clinica per esempio, organizzano anche incontri in gruppi ma io negli anni ho sempre nicchiato.
      La "grassitudine" nel mio caso è un abitudine mentale più che fisica, correre e condividere i risultati, runtastic compreso, mi farebbe sentire ancora più cretina.

      Grazie per il tuo commento!

      (Mi spiace poi che tu dica tra le prime frasi che farai finta di nulla, mi sarebbe piaciuta la condivisione, ma fa niente)

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  8. Ultimamente anche io mi rendo conto di essermi un po' lasciata andare... si tratta di qualche chilo, è vero, non son tanti, ma per una che fa la vita sedentaria che faccio, io qualche chilo può rimanere lì per sempre e io non voglio. Non mi piaccio, ma se solo penso di mettermi a dieta, inizio ad essere ancora più golosa e vogliosa di schifezze cui non so resistere.
    ieri ho scritto un post pieno di rabbia verso me stessa e il tempo che dedico al blog e tolgo alla famiglia, a mio marito, ma forse il computer è un modo per nascondermi, per non ammettere che il problema sono io!
    Ma di una cosa sono sicura, si può decidere di cambiare le cose.
    Io mi iscrivo a runningformommies, adesso.

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    1. Io non mi sono lasciata andare, mi sono proprio persa perché avevo altro a cui pensare. So da dove deriva lo smarrimento e nel mio caso poi non si tratta di qualche chiletto..
      Sono andata a leggere il tuo post per curiosità. Vedi, quello che scrivo parla proprio della ricerca del proprio equilibrio, ognuno ha il suo. Con qualche chilo in più potresti essere comunque felice se avessi "risolto" tutto il resto. Quando si vive un momento down, è più difficile mantenersi sani e ben calibrati.

      Buona ricerca e buona corsa :D

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  9. Quantificando: a 25 anni pesavo 58 kg, a 30 anni 73 kg. Poche ore di sonno, lunghi viaggi in auto, e snack vari perché non riuscivo a far coincidere i miei orari con quelli dei bar, ma soprattutto per autoconsolazione. Forse non era un sovrappeso grave, ma ho intravisto la possibilità di prendere quella china, comunque ci ho messo parecchio a decidermi di andare da una dietista.
    Credo che dentro di me all'epoca fossero avvenute due cose: non mi riconoscevo più allo specchio, ma non riuscivo nemmeno più a _guardarmi_ allo specchio per via di una situazione che non ero riuscita ad evitare. Ho iniziato a cercare di recuperare il viso che conoscevo un tempo, penso anche perché avevo iniziato a sfanculare mentalmente chi di dovere. Non sono veramente dimagrita perché sono rimasta incinta ma i chili si sono spostati sulla pancia e venuti via dal mio viso Dopo la maternità ho fatto molta fatica a riprendere la dieta, penso di essere ritornata nello stato di prostrazione in cui semplicemente non avevo energie da dedicare anche a quello. Nel frattempo però avevo deciso di entrare in terapia e col tempo ho capito che vedere risultati da quel punto di vista, mi motivava anche a cercare soluzioni per gli altri problemi. Sono arrivata a pesare 62 kg poi sono tornata un po' su, poi calo di nuovo... La mia costanza nel regime alimentare è lo specchio perfetto del mio stato d'animo, sto riprendendo adesso dopo le feste con la consapevolezza che se la ciccia mi tiene calda, se mi sento leggera mi sento comunque meglio. Fra i miei obiettivi per il futuro ho messo quello di riconoscermi allo specchio anche a 50 (e magari perché no anche a 60 anni). Sono d'accordo che alla base di tutto c'è il desiderio di mettere se stessi al primo posto e di non farci violenza concedendo parti di noi che non vorremmo cedere, alla fine il peso corporeo per me è più la conseguenza che non la premessa.

    PS: mi hanno parlato bene della Weight Watchers e di Welcome Weight, forse potrebbe essere un quadro che ti va a genio? Ti abbraccio forte.

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