18 ott 2013

Una musica che non muore mai.

Mio padre mi raccontava che la domenica, giorno di festa, aveva il privilegio di mangiare croste di formaggio più grosse o che andava al fiume a pescare con le mani o che era orgoglioso dei suoi pantaloncini corti per andare a scuola ad imparare a fari i conti. A nove anni lavoricchiava già ed una volta cresciuto ha mangiato sempre più cose buone la domenica, una bistecca divisa in 5 pezzi faceva la sua felicità completa.
Amava molto fischiettare.

Poi è cresciuto, si è fatto una famiglia e tra mille vicissitudini è riuscito a comprare qualche cosa materiale in più: tutto frutto della sua fatica e goduto fino all'usura.
Ha cominciato anche a cantare e suonare con gli amici.
Durante le gite in montagna un'armonica a bocca, di quelle mezze arrugginite che quando appoggi sulle labbra ti lasciano un retrogusto amaro, diventava il fulcro del divertimento.
Schprechen Sie Deutsch" la me dise 'na todesca... Me tiro so le braghe e ghe digo "Jo, jo!"
Oggi capisco anche che cosa significhino quelle parole, saranno anche sconce o poco politicamente corrette eppure, se penso ad i suoi occhi luminosi e sorridenti mentre le cantava a squarcia gola in baca a vela, ancora mi commuovo e ne percepisco persino la poesia.

Un giorno salendo sulla sua macchina, credo di aver avuto circa 17 anni, ho notato che aveva comprato dei nuovi cd. In auto aveva borse piene di musica ed aveva comprato una nuova raccolta completa di Bob Marley ed un cd dei Pitura fresca: su entrambe appariva la foto di una bella e fresca foglia di marijuana. Mio padre non ha avuto il tempo per farsi gli spinelli né per seguire Woodstock e la rivoluzione di quegli anni, aveva il diploma di quinta elementare e più che un grappino in compagnia non si è mai concesso. Dunque, perché aveva comprato quei cd?

"Grazie! Li hai comprati per me!" dico io con tono ruffiano.
"No sono miei, me li ascolto e canto tanto." risponde lui secco.
"Papà, è musica da fricchettoni! (autogol) Cioè, questi per esempio, parlano in dialetto di canne e legalizzazione e Bob è il re della ganja!"
"Non mi interessa ciò che dicono, amo ascoltarli perché mi piacciono, che c'è di strano? Ad ogni cosa si da il significato ed il valore che si vuole, io i cd me li sono comprati non li ho rubati e me li godo tutti. Quando sono stufo te li presto se vuoi."

Eh... il mio papà aveva il dono di semplificare tutto all'essenziale, pure troppo a volte e credo di aver imparato molto da questo suo atteggiamento.
Ci sono beni materiali che reputo quasi indispensabili come una grattugia piana che polverizza la noce moscata nel purè alla perfezione o un paio di scarpe di marca che mi dureranno anni. Dispositivi per ascoltare musica in ogni dove e un capotto caldo per Elisa perché non prenda freddo. Un buon paiolo per la polenta della domenica e la carta igienica morbida. Una connessione internet veloce e dello zenzero candito pronto per mio marito se è ammalato. Un buon materasso e un telefono per parlare alle mie amiche. Un'impastatrice che duri decenni e una sedia comoda su cui sedermi a lavorare a maglia. Un frigorifero ed un forno che arrivi almeno a 270°. Una maglia di lana per l'inverno e tante spezie ed erbe aromatiche. Tutto il resto è noia, (cit.) ed ognuno ha le sue fisse, dico io.

Esistono certamente valori certi e matematici che sono difficili da interpretare, venti euro sono sempre venti euro, ma ciò che compro con quei venti euro può fare la differenza, il piacere che traggo dall'acquisto in particolare: posso scegliere di sperperarli in caramelle, posso comprarci un libro che desidero da tanto, posso donarli o posso togliermi uno sfizio che mi cambi la giornata. Dipende da me, no?
Per lui era importantissimo ciò che sentiva nella pancia, una cosa bella lo rendeva orgoglioso del suo sudore e una camicia da boutique lo rendeva felice perché durava molto e quindi poteva goderne per tanto tempo. Forse è anche per tutti questi suoi gusti che ne sono ancora innamorata nonostante tutto, credo davvero che mi abbia insegnato a godere delle cose e a trarne il massimo piacere possibile. E a non buttare mai gli avanzi, ma questo è un'altra storia.

Dopo anni la musica accompagna ogni mio fiato ed affanno, in lei trovo sempre la pace ed ogni volta che ascolto questa, non riesco a non sorridere commuovendomi.


Cosa insegnerò a mia figlia sul valore ed i valori?
La prima cosa credo che sarà non rubare,  la seconda guadagnati il pane e l'ultima trova sempre un motivo valido per godere del tuo pane e cantare.

Franci.

Questo post partecipa al Blogstorming

2 commenti:

  1. L'ultima frase è quanto di più bello letto su internet negli ultimi tempi. Brava. E si può mettere anche altri ingredienti. Trova un motivo valido per godere di qualsiasi cosa bella ti capiti per le mani.

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  2. Meraviglia dal cuore. Grazie A volte faccio fatica a pensare al mio di papà. Pochi ricordi e a volte difficili. Grazie per il sorriso e il borbottio nello stomaco:-)

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