05 set 2013

AAA Vendesi, anzi vendomi.

Sono figlia di un commerciante, uno di quelli vecchio stampo che bastava uno sputazzo sulla mano e una stretta della stessa per concludere un affare.
Mio fratello è un venditore (lo era per lo meno) di quelli capaci di vendere sabbia nel Sahara, orgoglio puro di un papà come il mio. 
Ho respirato aria di contratti dalla nascita, ho visto i primi uomini della mia vita incravattarsi per le vendite importanti e sorridere, nonostante i debiti, per vendere meglio ed apparire svegli e assai brillanti.

Ok, sospirone.

Tutto questo per dire che entrata alla riunione per l'inserimento alla scuola dell'infanzia, ho sfoderato sorrisi a 57 denti, perché l'audience esiste anche tra persone normali e io, modestamente, audencio bene. Ho individuato come un abile mercante gli acquirenti migliori e quelli a cui non venderò mai, manco una cicca. 
Ero tesa come una corda di violino ma sorridevo, non ricordo se ho addirittura strizzato l'occhio ai piccolino presenti come la peggiore delle lucciole... mi rimarrà sempre questo dubbio.

Quando la direttrice ha ripetuto più volte di controllare la borsina dei bimbi specie se dentro c'è una mutanda pisciata (ed eventualmente lavarla... O.O) ho avuto un attimo di mancamento, ma sono rimasta impassibile (fuori almeno), quando ha  esclamato con enfasi che i bimbi ammalati a scuola non si portano e che se hanno malattie infettive, sarebbe meglio curarli ed avvertire comunicando la malattia che hanno preso per evitare di appestare gli altri. (-.-)  

Ero in trance, ma tutta di un solido pezzo: strana sensazione vederli crescere, vederli così belli che vanno incontro alla vita: ma è figlia mia?

Mi sentivo piuttosto frastornata ma il sorriso non si è mai dimenticato di apparire, nemmeno quando ho mandato giù qualche lacrimone. 
E mentre una madre parlava di quanto strano e scalmanato fosse e sia suo figlio e di quanto le maestre avrebbero dovuto contenerlo come solo lei sa fare, mi è uscito: "dobbiamo avere fiducia delle maestre! Eh eh." 
Così, di getto. 
Mentre gli occhi della maestra si illuminavano ho sentito il gene commerciale che, facendo capolino, mi strizzava l'occhiolino. 

E mentre un'altra sputtanava letteralmente la povera figlia pannolinata, al mio turno, ho parlato di Elisa: "penso che sia una bimba piuttosto normale, non credo che sia giusto etichettarla. Siamo alla sua prima esperienza e conto su una buona collaborazione con voi per conoscerla meglio".
Da manuale. 
Sono convinta di ciò che ho detto, completamente eh. Non ho parlato per ipocrisia.

Io non aggiungo nulla per il momento, non so manco chi potrebbe leggermi, so però di aver segnato il territorio. 
Federe cucita da me medesima, non sono solo stronza.

Franci.

2 commenti:

  1. Fatto oggi inserimento gemelli alla materna. Stop.
    Rapido, ed indolore per me e per loro.
    Ora avranno una lenta ma inesorabile progressione con aumento di circa, credo, 10 minuti al giorno fino al tempo pieno. Uno potrà chiedersi a cosa serve l'inserimento?
    Io lo so: a tenere allenata la mente di nonni e genitori. Ogni giorno un orario diverso da ricordare. Che è la routine che ci dementizza.

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  2. Dunque. Io sono fortunata perché procederemo a voglia, ossia domani un'oretta e da lunedì ad minchiam.
    Ho scelto bene l'asilo eh? Stop.

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