22 feb 2012

Nonni che non ci sono più o che ci sono ancora.

Quando sono rimasta orfana, non credevo che mi sarebbe successo di fare certi pensieri.
Pensavo ai miei solo come genitori che non c'erano più, radici che erano piantate nel terreno, ma alle quali non avrei più potuto nutrirmi come figlia se non nei miei ricordi.
Non sono stati i genitori migliori del mondo, non mi piace incensarli o che vengano santificati da altri solo perchè sono morti, ma sono stati i miei. 
Il mio cuore batte per loro, dal primo istante.
Ho sempre pensato che quando avrei scoperto di aspettare un bambino, sarei corsa urlante in casa loro, ma così non è stato, non c'erano.
Il lutto, la sua elaborazione, doppia nel mio caso, è una sfida che continua nel tempo e non credo finirà mai, però il fatto vero e proprio ora, è che mamma lo sono diventata, anche se loro non sono stati e sono al mio fianco.

Mi piacerebbe farli conoscere a Elisa senza svilire i racconti con la mia malinconia e il mio dolore, mi piacerebbe renderli presenti nel nostro rapporto, senza la paura di addolorarla e appesantirla.


Io sono stata una bambina senza "i 4 nonni", o meglio, ho avuto la fortuna di crescere solo con una nonna vicino, della quale mi ricordo, che ho ascoltato avidamente e che ho accompagnato fino all'ultimo istante, capitata in un giorno che era anche il mio compleanno. Impossibile non ricordarla e inevitabile è sentirne la mancanza.
Ho chiamato molti adulti o anziani "nonno " o "nonna", ma sapevo sempre, in cuor mio, che non erano i "miei" nonni, ma i nonni di altri nipoti e in qualche modo mi sono sempre sentita diversa.
Fin dall'asilo mi sono sentita sfigata, ogni volta dovevo spiegare che oltre ad avere una situazione familiare un pochino strana per altri motivi, non avevo i 4 nonni "canonici" ma solo un'unica nonna, dalla parte di mia madre, e che quella o quell'altro non era mia nonna vera o nonno vero e bla bla bla. Vivevo il raccontare queste "cose", questi "problemi" della mia famiglia, con un pochino quasi di vergogna, lo ricordo bene.


Ora per me si pone una questione: come comportarmi con Elisa? 
I miei sono morti e quelli che sono vivi, gli "altri" nonni, la vedono raramente per un sacco di altri motivi. 
Famiglia originalmente complicata la mia, da sempre....


Per quello che riguarda me, con lei parlo di Nonna Maria Grazia e nonno Ferdinando dal primo giorno, ma quando comincerà a farmi le prime domande, quelle impegnative, che farò? 
So che non è una colpa essere senza genitori eh, ma mi piacerebbe che il loro ricordo per lei, fosse solo piacevole e non portasse con se, un senso di disagio come quello che provavo io.


Poco tempo fa, vedendo una foto, lei si gira, mi guarda e mi dice:
"Dov'è la nonna Maria Grazia?"
Non ho abbassato lo sguardo, ho continuato a guardarla negli occhi e le ho detto:
"Qui non c'è più, è in cielo"
Non era la prima volta che me lo chiedeva, ma questa volta ho sentito che era consapevole di quello che voleva sapere. Il cuore ha cominciato a battere nel mio petto all'impazzata, lei continuava a fissarmi.
Mi sono dovuta girare, mi sono sentita penetrare da quegli occhioni.
Nel pomeriggio poi, ho tirato fuori delle foto, le ho raccontato abbastanza serenamente di questa o quell'altra giornata passata con il mio papà o con la mia mamma. 
Lei era soddisfatta, abbiamo passato insieme e diversamente un pomeriggio, le ho raccontato "una storia", la mia che è anche la sua. 
Spero che questa sia la "strategia" giusta per noi, per non buttare su di lei la mia malinconia e tristezza, per trovare un equilibrio tutto nuovo. Spero che sia anche un metodo che mi aiuti a ricordare quanto di bello ho avuto la fortuna di vivere e che io riesca a trasmetterle la gioia che ho provato e che provo.
Per quello che riguarda l'altro "ramo", so che sarà compito di mio marito occuparsene. 
Andranno probabilmente messi da parte i dissidi e le incomprensioni per quello che si sarà capaci di fare, credo.


Ai figli si vorrebbe risparmiare ogni tipo di sofferenza e di problema, ma questo dono so già in partenza che non potrò mai farglielo, forse lo ho anche già detto.
So quello che voglio per lei però: un rapporto sano e non inquinato da quello che sono i nostri dolori, con i suoi nonni vivi o morti che siano. 
Un nostro problema rimane sempre e comunque solo nostro. Bisognerebbe che fosse così insomma, non si può crescere senza radici.
Possono essere: sane o malate, belle o brutte, rigogliose o secche ma rimarranno per sempre le nostre radici; credo che i nostri figli abbiano il diritto di farsi un'idea "pulita" crescendo, di quali siano le loro, a prescindere da quello che proviamo noi. 


Francesca


Sono qui con le lacrime in tasca.
Oggi sarebbe il compleanno della nonna Maria Grazia.
Da quando sei nata, mi manca ancora di più, è vero, ma oggi penso che disegneremo un bellissimo e coloratissimo albero: il nostro.
E allora, bambina mia, ti racconterò di come è bello poterti parlare di lei, anche se con gli occhi umidi.
Ti racconterò di come si è impegnata nel fare "la mia mamma", proprio come io faccio con te.
Ti passerò un colore e ti racconterò delle sfumature spettacolari, che lei mi ha fatto scoprire.
Ti racconterò che ha sempre sognato di avere una nipote di nome Elisa.                                          E ti dirò, che il tuo nome, quello completo, è: Elisa Maria Grazia.

L'amore, come la morte, cambia tutto. -Khalil Gibran-

20 commenti:

  1. Anche io sono orfana di padre e Simo di conseguenza di nonno.
    Fa domande su di lui da tempo, sul nonno in cielo, e noi gli raccontiamo di quando era in terra, delle bellissime cose che faceva, dei libri, della poesia, dei suoi studenti, della montagna. Del fatto che ora, le montagne le vede guardando in basso, da quella nuvola.
    Simo a volte si rattrista, ma è il pensiero della morte che atterrisce a 4 anni, non del nonno morto. E quel terrore da superare ce l'hanno tutti, anche quelli con 2 genitori, 4 nonni e 20 zie.
    Ti abbraccio.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. grazie <3
      penso che tu abbia pienamente ragione, ma a volte il nostro dolore ci rende meno "lucidi". La penso proprio come te.

      Elimina
  2. Io ho la fortuna di avere i miei genitori, mentre mio marito è orfano di padre, parla poco di lui ma ha i suoi hobby e i miei figli adorano gli hobby di mio marito. Invece a me è sempre mancato il nonno paterno e mi ricordo che alla sera ci sedevamo e io e i miei fratelli chiedevamo sempre a nostro padre di raccontarci qualcosa del nonno, per quel che vale a me sembra di averlo sempre conosciuto. Continua così!!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie!
      Oggi è stata una giornata abbastanza pesante, ma ricordarla è stato molto bello!

      Elimina
  3. beh, io i nonni materni non li ho mai conosciuti, forse non te l'avevo mai detto.
    Sono morti quando mia mamma era molto giovane, infatti tu e mia mamma vi sento vicine tra voi per questo.
    Mia mamma mi ha sempre parlato pero' dei miei nonni e di quello che facevano, sentir parlare mia mamma di mia nonna e' come sentire parlare te della tua. Un fiume di amore e di cuori.
    Io andavo sempre a baciarmi la foto/quadro di mia nonna, e ogni tanto le parlavo attraverso quel quadro..
    Ci sono stati e ci sono anche loro nella mia vita.
    Anche attraverso mia mamma.
    Abbraccio.

    RispondiElimina
  4. Anche io ero quella con una nonna sola, una nonna d'altri tempi davvero all'antica. Mia mamma ha perso sua madre a 10 anni e il padre a 14, quindi anche io conosco i miei nonni solo attraverso i suoi racconti, è bello anche così, fa parte di questa cosa così misteriosa e complicata che chiamano vita. Vedrai che nella tua "valigia dei ricordi" Elisa troverà tante cose importanti, più o meno felici, ma tutte importanti perchè sono parte di te! Ti stringo forte :*

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Mi prendo tutta la stretta del tuo abbraccio! ;)

      Elimina
  5. Che dire...uff...il tuo post potrei averlo scritto io per larghissima parte...e ora sono qui con il magone a pensare che davvero l'elaborazione del lutto, di un lutto così grande, non è per niente finita e non so proprio se lo sarà mai.
    Anche io soffro nel raccontare di mia madre con il cuore gonfio di dolore, perché vorrei che la vivessero, piena di gioia, di spensieratezza, di simpatia, che capissero quanto era speciale e fantastica e che non si dovessero accontentare dei miei racconti (che temo sempre anche io di "inquinare" in qualche modo).

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Secondo me l'eventuale "inquinamento" fa parte del gioco, dobbiamo essere leali e sinceri verso i nostri figli ma anche verso i nostri sentimenti, un abbraccio

      Elimina
  6. è un post che mi tocca molto, questo.

    primo perché non ho un gran ricordo dei miei nonni, in tre sono morti quando ero piccolissima e a casa mia non si coltiva molto il ricordo. di una nonna sì, ce l'ho il ricordo. una nonna di quelle che facevano, cucivano, sferruzzavano, ricamavano...poche coccole e tanti incoraggiamenti a provare a fare con le mani. burbera, caratteraccio...me ne sono distaccata in modo quasi violento, per un conflitto familiare in cui io ero solo testimone. poi da sola non ho voluto ricucire uno strappo non mio, mi sembrava davvero mi si chiedesse troppo. ero tra due fuochi e ho scelto il fuoco a me più vicino, comprendendo le sue ragioni. tuttavia questa cosa ancora mi pesa. capisco benissimo i riguardi e le intenzioni che avrai verso tua figlia, sei bravissima...

    quanto a mia figlia, lei ora si vive tutti e quattro i nonni con un amore smisurato. sono i nonni delle favole, quelli con cui si fanno le cose speciali. serberà ricordi bellissimi e io penso sempre a quando tutto questo finirà, a come saprà viverlo io e di conseguenza lei...

    (uh. credo sia il primo commento davvero partecipato da quando commento i blog. scusa la logorrea)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ti ringrazio di averlo fatto qui.
      Ti sono vicina per tutto quello che dici, non ho molte parole da aggiungere, se non che l'elaborazione di quello che ci succede dura di solito una vita intera, per come la vedo io.
      Gli strappi, i lutti, i ricordi belli, le gioie fanno tutte parte di un grande ingranaggio che ha bisogno di ogni pezzo per funzionare.
      Quello che mi piacerebbe fornire a mia figlia, come penso tu alla tua, sono gli strumenti per saperlo riparare e farlo girare nel verso giusto. (voglio poco eh?)

      Elimina
  7. Arrivo con qualche giorno di ritardo, cara Fra, ma voglio darti un abbraccio virtuale e poi dirti che trovo bello questo parlare con Elisa, il vedere le foto. Credo sia importante il rapporto che state costruendo e il dialogo. Un giorno, sono certa, parlerete di tutto, delle cose belle e di quelle tristi, delle gioie e di ciò che ti mette disagio, con naturalezza e amore. Lo state già facendo..

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Io da te l'abbraccio me lo prendo proprio tutto ;)
      Mi rendo conto che lo scrivere questo post, mi ha aiutato molto, diciamo pure che ho fatto blog-terapia ^_^

      Elimina
  8. Sono cresciuta senza i nonni, un po' per lontananza, un po' perché sono venuti a mancare quando ero molto giovane e in fine per un conflitto famigliare che ha spaccato la famiglia paterna in mezzo.
    Forse perché non avendolo mai conosciuto, non ne ho mai sofferto particolarmente, ma con il segno di poi vedo che quello che mi è mancato di più non sono infine stati i nonni (visto che io non so nemmeno che tipo di rapporto ci si può avere) ma proprio quello che tu ora stai regalando a tua figlia, il racconto, la emozione di chi li ha vissuti, di chi li ha conosciuti. Un modo per farla sentire la parte di una famiglia, di farle conoscere le sue radici, di essere orgogliosa. Ecco a me non mi sono mancati i nonni, ma il ricordo di loro si :-(
    Ti abbraccio forte Fra, segui il tuo cuore e sarai sempre sulla strada giusta.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie <3
      Il tuo commento mi fa pensare molto e racconta proprio ciò che vorrei evitare.
      Ti abbraccio anche io!!!!!

      Elimina
  9. Bellissimo post Fra. Mi hai fatto pensare al mio caro nonno. E' morto quando avevo 8 anni. A lui devo una delle più grandi passioni della mia vita: quella per il calcio.
    :)
    Un abbraccio alla tua nonna-mamma. E una lacrimuccia per la tua storia.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. <3 grazie! scusa, ma mi era sfuggito il tuo commento :)

      Elimina
  10. è la prima volta che entro nel tuo blog. e per altri motivi (seguendo il tutorial per il cappello in pile) e vedo questo. Eti sento vicina.
    anche io con "solo" due nonni, e a 8 anni senza più nulla.
    anche io orfana, nel giro di un anno sono mancati tutti e due i miei genitori. Genitori favolosi, che mi hanno lasciato una montagna di ricordi e di passioni. E proprio grazie a una di queste passioni che mi ha tramandato mia mamma (e mia nonna) mi hanno portato qui.
    e anche io mamma da poco (Ale ha 13 mesi) e ho vissuto la gravidanza con un misto di dolce-amaro.... per quel qualcosa che non c'è qui.
    Ti abbraccio.
    Leli

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie per aver commentato, mi fa veramente un grande piacere! Purtroppo le cose in comune non sono proprio tutte felici e ti consiglio i racconti del Signor Cuore, mi sa che li capirai proprio bene.
      Torna a trovarci!

      Elimina