Mia madre faceva la casalinga: appena ha saputo di essere incinta, ha lasciato il suo lavoro ed è rimasta a casa. Non voglio assolutamente soffermarmi sulla correttezza di una tale scelta, perché voglio parlare di succhi di frutta e non mi interessa approfondire gli aspetti sociologici, antropologici (!!!) o altro, ma voglio dire che, una trentina di anni fa, era un' ignara fautrice della "decrescita felice", una buona massaia insomma.
Quando ho scelto io di stare a casa, non ho fatto altro che seguire le sue orme.
Cerco, come lei, di fare il più possibile in casa: dal pane alla pasta, dalle conserve alle merende, analizzo e spunto i volantini delle offerte e se devo fare un acquisto mi prendo il tempo per non fare acquisti avventati ed inutili.
Decrescita felice? Consumo critico? Faccio downshifting?