05 mar 2013

Orto in giardino: le semine di febbraio e marzo.

Anche quando non avevo lo spazio per fare l'orto, ho sempre coltivato pomodori, peperoncini, spinaci ed insalate sui balconi di casa e mi è sempre piaciuta l'idea di partire da un seme anziché comprare le piante, non solo perché è più economico ma perché mi regala ancora più soddisfazione.
Con Elisa ci siamo preparate per tempo: siamo andate a prendere la torba, le bustine di semi, i vasetti e abbiamo rispolverato i semini recuperati dai vecchi pomodori e peperoncini. Ho anche stressato per l'ennesima volta la signora della giardineria per gli ultimi consigli: ogni anno infatti, rifaccio le stesse domande. Cosa posso seminare ora? Posso metterle in cassetta o i semi devono germinare in altro modo? Posso mettere la pellicola se non ho la serretta apposita? Questa volta mi ha fatto un grande regalo, mi ha procurato un calendario delle semine (comincio a pensare che non mi sopporti più e che siano in molti a fare le stesse domande).

Sono noiosa, lo so, sono cresciuta in una casa dove in questo periodo bisognava fare slalom per uscire sui balconi perché c'erano vasetti dello yogurt con piantine in ogni dove, ma ogni anno, mi sento una novellina.
Comunque, procediamo con ordine: ho a disposizione poco più di una quarantina di metri quadri solo per l'orto, perciò abbiamo potuto cominciare, in particolare negli ultimi giorni in cui il sole ha scaldato per bene la terra, a ripulire da erba e erbaccia il terreno. L'intenzione è di realizzare un vero orto tirolese, un orto ornamentale, ricolmo di fiori, frutta, verdura e di riuscire a farlo andare armoniosamente d'accordo con il resto del giardino. Non vogliamo mettere delle recinzioni e cercherò di usare le stesse piante come divisorie. È tutto calcolato, vediamo se ora riesco pure a metterlo in pratica.

In casa invece, dove piano piano sto invadendo ogni spazio d'appoggio luminoso di vasetti con sementi, ho già seminato da qualche settimana pomodori, peperoncini, fragole, prezzemolo e zinnie. Uso dei vasi di torba così non devo fare altro, una volta che le piantine saranno abbastanza grandi, che metterle nel terreno; per far germogliare i semi, ho preso delle scatole di plastica, ho seminato e ricoperto il tutto con della pellicola da cucina in modo da mantenere più facilmente la terra umida. Inoltre, uso uno spruzzino per dare da bere, in modo da non smuovere troppo la terra e non disturbare troppo i semi.
No, con i semi non ci parlo, germogliano comunque.
Mio marito mi prende in giro, ma la cura che destino a questi semini mi fa sentire bene, insegnare a mia figlia poi, cosa c'è dietro ad un  frutto, è un qualcosa di affascinante che mi porto dietro dall'infanzia. Quest'anno ho notato con molta gioia, che Elisa non ha più l'istinto di estirpare ogni cosa che spunta, ma sente la voglia e la curiosità di vederla crescere, infatti ecco qui i primi pomodori.
Nei prossimi giorni continuerò con le semine in casa e nell'orto invece, devo aspettare di girare la terra, ho trovato uno stallatico secco bio (sì, merda secca, invecchiata il tempo giusto e molto bio-logggica) che non necessita di altro se non essere addizionato al terreno con una buona vangata. Non l'abbiamo ancora fatto perché i lavori all'esterno hanno previsto anche la sistemazione della ringhiera, delle reti e il godimento puro dell'ozio al sole. Abbiamo pettinato il prato per arieggiarlo ed eliminare lo strato di erba secca invernale. Poi mi chiedo perché mio marito mi prenda in giro... Oh!!! Il prato va pettinato dolcemente, se vuoi un bel giardino ci sono alcuni lavori che devi fare, no? (No, nemmeno al prato parlo, ma lo spazzolo volentieri.)

Appena areremo, seminerò coprendo con un tessuto-non tessuto apposito: carote, cicoria, biete, rapanelli, spinaci, cavolo cappuccio precoce, crescione, cipolle, piselli, lavanda, maggiorana, rosmarino, dragocello, erba cipollina e timo. In questi giorni si potrebbero seminare, (copio spudoratamente la lista che mi è stata regalata generosamente) anche barbabietole, fave, carciofi, scalogno, tetragonia, verza precoce, scorzanera, rape di maggio.
Naturalmente aggiornerò la pagina dell'Orto Clemente l'orto sorridente, (quanto mi sento felicemente cogliona, solo Dio lo sa) appena avrò delle novità, e trascriverò la lista delle semine, così non si è forzati a leggere tutte le mie puttanate informazioni complementari.

Ahhh, altra cosa, prima che me ne dimentico: ora è il momento della fioritura della clivia e per tornare alla mia ormai nota visione metaforica dell'universo tutto, mi trovo costretta a scrivere un storiellina.
Ho una clivia da qualche anno, mi è stata regalata da una persona a me molto cara, una nonna adottata che mi ha visto crescere e mi è sempre rimasta vicino. Durante il trasloco la pianta ha sofferto un po', e quando è arrivata una gelata inaspettata si è parecchio danneggiata. L'altro giorno, presa dalla disperazione, (non vorrei mai che questa pianta morisse, è un ricordo bellissimo che ho e che voglio conservare e il riferimento metaforico con labirintiti e mughetti vari è del tutto intenzionale) ho preso la forbice e zac. Non sono nuova ai tagli, non mi manca il coraggio di farli e ho sempre pensato che ciò che è secco, bruciato dal gelo o inutile, vada inesorabilmente tagliato.
Dopo pochi giorni, la pianta spelacchiata ha fatto capire che stava bene, le foglie nuove si sono aperte per lasciare spazio a molti nuovi fiori.

Alla pianta ho parlato, ebbene sì: l'ho pregata di dimostrarmi per l'ennesima volta, che ogni cosa può essere una metafora salutare e salvifica se guardata dal verso giusto.
Che anche una pianta amata anche se un po' maltrattata fiorisce comunque.
Che un fiore caparbio trova sempre il modo per spuntare.
Che un taglio netto e deciso può salvare una pianta intera.

A presto.
Franci

3 commenti:

  1. oggi c' è il sole e ho appena liberato dalle erbacce dei vasi in cui stanno spuntando i bulbi. poi siccome qui un' ulteriore geltata è più una certezza che altro, per ora non semino, mi do alle primule comprate. Insomma, mi hai ispirata, ma non trasformata, io vado di piante già germogliate perchè disinfittire quando è ora soffro troppo.

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    1. Ma sai che io negli anni ho trovato il modo di non dover buttare anche disinfittendo (esiste come parola, sì?)
      O trapianto o semino, semino per semino. Una psicopatica in pratica.

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